sabato, 03 novembre 2012
Inter Campione di...Prescrizioni, parola di Moggi
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venerdì, 27 aprile 2012
Moratti Terza Stella Juve, i prescritti parlano
Moratti, presidente dei prescritti, interviene sull'argomento Terza Stella Juventus. Premesso che l'argomento non è che mi appassioni più di tanto per tempistica e sostanza, è chiaro che al momento non c'è nulla di cui parlare. Detto ciò, mi viene spontaneo chiedere come mai, Moratti e Zanetti, prescritti e mai assolti, dall'accusa di aver commesso illeciti ben più gravi di quelli che hanno portato alla lapidazione calcistica di Moggi, ritrovano improvvisamente la parola quando si tratta di intromettersi in questioni che riguardano la Juventus.
Avrebbero potuto spiegare a suo tempo ai propri tifosi, come mai, dopo aver sbandierato una sedicente verginità di fronte alle vicende di Farsopoli, con accuse pesantissime di aver falsificato piazzamenti in Champions League e qualificazioni in Coppa Italia, rivolte dal loro paladino della Giustizia, Palazzi, avevano scelto di nascondersi dietro al morto in un vigliacco assordante silenzio. Invece, eccoli qua a dettare le linee alla Figc, come se questa, potesse impedire ad una società di metter stelle qua e là sulle proprie magliette ufficiali, quando non è stata capace di deliberare, prima sull'assegnazione dello scudetto del 2006 e successivamente, sulla sua revoca. Roba da taroccatori ad hoc, da Inter insomma...
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martedì, 28 febbraio 2012
Milan, nel 2004 si sceglieva arbitri e segnalinee
Ecco come il Milan si sceglieva arbitri e segnalinee in un articolo di Tuttosport che riporta una delle tante intercettazioni rimaste lettera morta per Auricchio e co.
2004: il Milan si sceglie gli arbitri di ALVARO MORETTI & GUIDO VACIAGO (Tuttosport 28-02-2012) NON CI sono più gli assistenti di una volta. . . Guai adesso a chiedere un “amico” come Puglisi per un Milan-Fiorentina. E oggi – nonostante le preclusioni implicite (Tagliavento&Rocchi-Inter; Bergonzi-Juve; Russo-Milan&Roma) – non c’è neanche la possibilità di farsi una griglia su misura. Come capitato (e trascurato dai carabinieri di Auricchio) nella telefonata del 9 dicembre 2004 tra Leonardo Meani, ex dirigente addetto agli arbitri del Milan, condannato per frode sportiva al processo di Calciopoli di Napoli,e l’ex designatore Paolo Bergamo, lui condannato come associato al rivale di Meani, Moggi.
Alla faccia del vincolo esclusivo con la Juve, ecco che va in scena l’accordo per la griglia del sorteggio (non truccato) di Juventus-Milan del 18 dicembre 2004, per la quale l’accordo con l’assenso di un non precisato superiore di Meani, facilmente intuibile. Il tutto in un accordo preso 8 giorni prima della griglia, che sarà proprio quella concordata tra Meani e Bergamo: Collina, Paparesta e Bertini (che arbitrerà) più il precluso Rosetti. E De Santis di riserva perché «lui», il referente di Meani, è dell’idea che innervosirebbe il Milan. Arbitri e assistenti à la carté.
Beh, sentite un po’…
Bergamo: Leo?
Meani: Allora ho parlato. Vanno bene quei tre lì.
Bergamo: Quindi Collina, Paparesta e Bertini.
Meani: E Bertini, vanno bene quei tre lì. Anche lui (chi è lui? A chi si rapporta sempre Meani, l’ex dirigente arbitrale milanista? Ndr), anche lui dice no De Santis, è dell’idea che De Santis innervosisce la squadra. Come dici tu: De Santis va bene per tutte le partite, ma questa qui (è Juve-Milan, ndr)... Oh io ho mantenuto la promessa della borsa. Vediamo se tu mantieni la tua…
Bergamo: Io mi rendo disponibile… Noi saremmo lì dalle sei in poi
Meani: No, no io ti dico quello che c’è sulle fasce laterali…
Bergamo: Ti riferisci a Faverani (assistente tuttora in attività: ha diretto Lazio-Fiorentina, ndr)? Te lo rimetto in serie A domenica prossima.
Meani: No mi riferisco a Puglisi: fagli fare Milan-Fiorentina, ma dai!
Bergamo: Ieri sera ha fatto bene Bayer Leverkusen contro Dinamo Kiev con Collina.
Meani: Questo qui è bravissimo. E’ bravo come Ivaldi, Pisacreta, Griselli, come è bravo Copelli.
Bergamo: Come Mitro
Meani: Come è bravo Mitro. Mitro se non fosse così brutto, è che sembra uno scaldabagno. E’ vero o no?
Bergamo: Uno scaldabagno con la testa, ma è bravissimo.
Meani: Mitro non sbaglia mai Bergamo: Ora glielo dico: Meani dice che pari uno scaldabagno. (Ridono)
Meani: Uno scaldabagno con lo scudetto dell’Italia. Invece di esserci scritto Beretta c’ha lo scudetto dell’Italia davanti. Però è bravo ed è una brava persona e gli voglio bene. Ma è una persona splendida
Bergamo: E’ una persona splendida. E vedrai anche Niccolai è una persona perbene.
Meani: Mentre Mitro e Puglisi sono ipercollaudati, Niccolai ha ancora bisogno. Questi son pronti… Se riesci a mettermelo (Puglisi, ndr) dentro per Milan-Fiorentina mi fai un favore, è un anno e mezzo che non fa il Milan.
Bergamo: Ora non mi strappare la promessa certa per domenica, devo vedere se è in griglia, lui era anche impegnato. Vediamo dai.
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lunedì, 06 febbraio 2012
Processo Moggi le Motivazioni della Sentenza
Le motivazioni della Sentenza che hanno portato alla condanna di Moggi al processo di Napoli, sono in qualche modo, almeno almeno curiose.. Moggi è stato condannato per:
A- non aver manipolato o condizionato il campionato 2004-05
B- non aver alterato alcun sorteggio di arbitri
C- non aver avuto un rapporto esclusivo con arbitri e designatori
Non male vero? Nelle oltre 500 pagine di sentenza, speriamo si possa trovare qualcosa di più concreto che la semplice detenzione di schede Sim mai intercettate e, qualcosa di più, che non siano i semplici rapporti, agevolati e consigliati dalla stessa Figc, con i designatori.
Di contro, l'impianto accusatorio esce, stando a questa sentenza, nettamente ridimensionato. La Procura viene bacchettata per come ha condotto le indagini e per come ha messo in difficoltà le difese degli imputati. I Pm vengono pubblicamente ripresi dalla Casoria , in ordine all'inutile insistere con i testimoni sulla questione delle palline più o meno ammaccate in sede di sorteggio degli arbitri. Dunque, ricapitolando:
1- Campionato regolare
2- Sorteggio regolare
Non so a voi ma a me sfugge qualcosa...
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domenica, 25 dicembre 2011
Calciopoli, profezia Maya e la farsa infinita
Di calciopoli, da cinque anni a questa parte, conosciamo gran parte delle storture, le incongruenze sono state oggetto di vivace dibattimento perfino in Camera di Consiglio al Tribunale di Napoli dove, tra la Casoria e le giudici a latere, pare vi fosse un’importante diversa opinione sulle decisioni da assumere in merito alla sentenza da emettere a carico degli imputati. Le motivazioni, non lontano oramai dall’essere pubblicate, ci diranno di più.
Intanto il pentito ha parlato. Non è un personaggio anonimo in quanto chi lo ha intervistato ne conosce nome e cognome. Le rivelazioni non fanno altro che confermare quanto già noto: calciopoli ha perseguito alcuni, tenendo altri, non meno colpevoli, al di fuori dell’inchiesta giudiziaria. Auricchio si è affrettato a dichiarare che le cose sono già note in quanto oggetto di discussione in fase dibattimentale al processo di Napoli. Ha ragione. A Napoli, durante il Processo Calciopoli, la prova che a qualcuno sia stato permesso di farla franca, è emersa in tutta la sua chiarezza. Ai prescritti nerazzurri fischiano ancora le orecchie.
Della Valle denuncia Guido Rossi, Moggi a breve farà un esposto per denunciare l’occultamento e la riproduzione parziale di alcune telefonate da parte di Auricchio, ritenute basilari per portare un elemento di verità, una certezza in mezzo a tante supposizioni. Andrea Agnelli, si gode il buon campionato della Juventus ma non ha intenzione di arretrare di un millimetro dalle posizioni assunte in merito alla disparità di trattamento.
Calciopoli, ha sete di vera giustizia. Sapere che l’assassino è ancora sulla scena del crimine, che di professione fa l’intervistato da Skysport 24, che alla bisogna srotola l’effige del morto per suscitare compassione e benevolenza altrui, fa capire che la farsa, fintanto che il criminale sportivo non verrà giudicato né più né meno come gli altri, sopravvivrà ben oltre il 21 dicembre 2012, Maya permettendo…
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domenica, 20 novembre 2011
Inter altro aiutino, Moratti avvelena il tavolo
Mentre ieri sul campo di San Siro, l’Inter usufruiva di quello che è diventato il marchio di fabbrica nerazzurra, l’aiutino ad hoc, fuori, il suo Presidente, il prescritto Presidente dell’Inter, si lasciava andare alle solite farneticanti dichiarazioni. Oggetto della conversazione, il Tavolo Politico sui fatti accaduti dal 2006 al 2011. L’aiutino ad doc,arriva sempre quando l’Inter non riesce a venire a capo di una partita. Toglie le castagne dal fuoco e mette la partita in discesa. E’ successo che sul primo goal, quello di Thiago Motta, c’era una fuorigioco impossibile da non vedere. Impossibile a parti invertite. Ricordate il solare, evidente, recente rigore no fischiato per fallo di Castellazzi su Marchisio? Ecco, il livello di regalia è quello. Ovviamente, quando i prescritti vincono così, i toni, a partire dalla stampa amica, quella che vive e si nutre sotto gli uffici della Saras, sono soft, bassi, quasi sussurrati. La squadra amichetta di Abete, va riportata in alto con ogni mezzo, aiutini compresi.
Veniamo alle dichiarazioni di Moratti. Il prescritto ma anche presidente di una squadra che ha subito la condanna penale per aver falsificato documenti dello Stato, ha detto che al Tavolo in corso di convocazione da parte di Petrucci, dovrà fare attenzione a che qualcuno non metta il coltello sotto il tavolino e che lui se ne starà eventualmente in piedi. Ecco chi avvelena e esaspera i toni nel mondo del calcio. Chissà l’amichetto Abete, cosa ne pensa dello stile del benzinaro e il Signor Petrucci come ha accolto le frasi del prescritto, lui, il numero uno dello sport, che aveva esortato tutti ad abbassare i toni.
Moratti è da sempre un fomentatore di stati d’animo non propriamente tranquilli e l’animosità dei tifosi perdazzurri sui temi legati all’appropriazione indebita di titoli altrui, è evidente. Al prescritto Moratti, va ricordato che l’unico a dover temere la presenza di gente ‘poco pulita’, è proprio Andrea Agnelli. Agnelli è l’unico che con Farsopoli c’entri meno di niente. Gli altri che verranno presumibilmente convocati da Petrucci, non possono dire altrettanto. Moratti poi, ha una storia calcistica da far invidia al peggior malavitoso, ecco in breve alcune chicche reperite sul web:
- Passaporti falsi
- Vendita fittizia del marchio per ripianare perdite di bilancio
- Bilanci aggiustati con plusvalenze
- Controllo non consentito dello Spezia
- Fidejussioni false firmate dal Santo a favore della Reggina
- Fidejussione presentata in ritardo
- Spionaggio a carico di arbitri De Santis
- Spionaggio a carico di giocatori Vieri
- Spionaggio a carico di società Juventus
- Spionaggio a carico di società non di calcio
- Spionaggio a carico di designatori Bergamo
- Spionaggio a carico di privati cittadini Famiglia Bergamo
- Spionaggio a carico di dirigenti sportivi Moggi
- Nandrolone Kallon
- Ematocrito sospetto su Martins
- Accusato dal Super Procuratore Federale di reiterati illeciti sportivi per i quali mai ha dimostrato la propria innocenza rifugiandosi dietro la prescrizione.
Nessuno dei presunti invitati al Tavolo, può vantare un simile curriculum. Ma ci rendiamo conto che nel nostro paese, viene permesso ad un soggetto del genere di pontificare su questioni di moralità ed etica sportiva senza che ci sia un solo giornalista che abbia le palle per far notare al prescritto, l’incongruenza tra quello che dice e quella che è la sua storia? Siamo al paradosso totale, cortocircuito delle istituzioni sportive nessuna esclusa.
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giovedì, 17 novembre 2011
Telefonata segreta Angelli Petrucci
Ecco la telefonata segreta tra Petrucci e Andrea Angelli che ha portato all'accordo sulla istituzione di un tavolo politico che giudichi i fatti dal 2006 ad oggi. Notare come la strategia faccia cadere il pollo Moratti nel giochino elementare dei due protagonisti.
G.P. - Pronto Andrea, sono Gianni, Gianni Petrucci del CONI.
A.A. - Sì, buongiorno sono Andrea Agnelli
G.P. - Sai, stavo pensando che tra la vostra Famiglia e noi, uomini di sport, c'è sempre stata reciproca stima, profondo rispetto, grande ammirazione.
A.A.- Sì certo, anche da parte Nostra, c'è il massimo rispetto per le istituzioni e per i suoi rappresentanti, quelli come te poi, Gianni, non si discutono.
G.P. - Grazie Andrea. Vedi, stavo pensando a come sistemare questa cosa che tu, che voi cioè come Juventus state portando avanti, legittimamente direi. Mi riferisco alla storia dei danni chiesti al Tar, alla richiesta di commissariamento e all'esposto alla Corte dei Conti. Insomma, tanta roba caro Andrea, tanta tanta roba....
A.A. - Eh sì, Gianni, è davvero tanta roba ma noi, a Giancarlo, lo avevamo avvisato. Bastava non dico un parere positivo ma almeno una pronuncia sulla questione Scudetto 2006. Decidere di non decidere, dopo 14 mesi dalla presentazione del nostro esposto, beh caro Gianni, mi è sembrata una presa in giro.
G.P. - Hai perfettamente ragione Andrea, hai tutta la mia comprensione. Più volte ho chiamato Giancarlo per ridurlo a più miti consigli ma egli, mi ha sempre riferito di avere le mani legate, che in consiglio ci sono veti verso una pacificazione verso la Juventus, che a Milano non vogliono mollare il regalino di Guido Rossi. Insomma, Andrea, ci ho provato di brutto ma Giancarlo mi è sembrato davvero al muro.
A.A. - Noi, purtroppo siamo quotati in borsa e certe cose non possiamo lasciarle passare. Niente di personale ma la Figc non ha garantito parità di trattamento. La Juventus ha pagato duramente e si è attenuta alle regole e alle sanzioni decise dalla giustizia sportiva. Poi abbiamo visto che quelle regole non sono state fatte valere per tutti. L'arroganza di quelli dell'Inter poi è davvero clamorosa.
G.P. - Senti Andrea, per tutta l'amicizia che mi legava prima a Ginni poi ad Umberto, ti chiedo di riflettere prima di far saltare tutto per aria. Quei soldi la Figc non li può pagare neanche in dieci anni. Troviamo una soluzione che possa star bene a tutti.
A.A. - Allora Gianni, facciamo così: Tu convochi una conferenza stampa in cui alzi ai massimi livelli i toni, devi raggiungere un punto di non ritorno, devi andar giù duro alludendo a me e alla Juventus schierandoti apertamente dalla parte di Abete e dell'Inter. E' fondamentale che tu calchi la mano proprio su questo aspetto.
G.P. - Sei sicuro Andrea? Non vorrei alzare troppo l'asticella...
A.A. - Seguimi Gianni, seguimi. Dopo aver fatto questa conferenza stampa, io ne indico immediatamente una di risposta in cui ti vengo incontro proponendoti un tavolo politico che affronti tutte le problematiche uscite dal 2006 al 2011. Tu sai che un tavolo politico può fare il buono e il cattivo tempo, quindi rimettere in discussione anche lo scudetto regalato da Guido Rossi all'Inter.
G.P. - Eccome no, certo che può.
A.A. - Continua a seguirmi. Una volta che io ti lancio la proposta, tu la accogli e ti congratuli con me abbassando ulteriormente i toni e dicendo che al tavolo saranno invitate le componenti interessate. A questo punto, Moratti è all'angolo. Un tuo invito non lo può rifiutare di certo, e una volta accettato il tavolo politico, sarà chiamato ad accettarne le conseguenze.
G.P. - Andrea, sei un genio. Non avrei potuto pensarla meglio. Porta i saluti a tutta la Famiglia.
A.A. - Ciao Gianni, a presto.
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lunedì, 14 novembre 2011
Juventus Ricorso al Tar del Lazio
La Juventus ricorre al Tar come promesso da Andrea Agnelli e pienamente illustrato dagli avvocati Briamonte e Chiappero. Di seguito la nota della società apparsa sul sito ufficiale.
JUVENTUS FOOTBALL CLUB S.p.A. ha depositato in data odierna presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ricorso ai sensi dell’art. 30 del codice del processo amministrativo contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e nei confronti della F.C. INTERNAZIONALE s.p.a. chiedendo la condanna al risarcimento del danno ingiusto subito dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa e dal mancato esercizio di quella obbligatoria in relazione ai provvedimenti adottati dalla FIGC nell’estate del 2006 e del 2011.
Con tale atto JUVENTUS intende far accertare la mancanza di parità di trattamento e le illecite condotte che l’hanno generata ottenendo il risarcimento agli ingenti danni che sono prudenzialmente stimati in diverse centinaia di milioni di euro per minori introiti, svalutazione del marchio, perdita di chances e di opportunità, costi e spese.
Il ricorso dà seguito alla pronuncia del Presidente Tribunale Nazionale di Arbitrato dello Sport (TNAS) del 9 settembre 2011 che ha rimesso la Società innanzi al TAR limitatamente ai danni e rientra nella più ampia strategia di tutela della Juventus in ogni sede, già preannunciata nella conferenza stampa del 10 agosto 2011.
juventus.com
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mercoledì, 09 novembre 2011
Moggi condannato, Juventus chiede danni
In attesa delle motivazioni che hanno portato, come rumors napoletani riportano, un collegio giudicante assai diviso, ad emettere la pesante sentenza di condanna verso Moggi ed altri, non possiamo far altro che riflettere su alcune elementari questioni, attuali e future.
Restando alla Sentenza di Napoli, dal processo esce la Juventus. L’unica tra le citate a non dovere un solo euro per risarcire le parti civili. In questa sede, la Juventus ha trovato accoglimento della linea difensiva adottata da Vitiello. Moggi agiva per sé e non in nome della società bianconera. Credibile? Poco oggettivamente, molto dal punto di vista formale. Moggi aveva mansioni di Direttore Generale ma non aveva potere di firma, era in pratica il Meani della Juve. Non condivido questo modo di difendersi da parte della Juve ma, processualmente, è stata la scelta migliore.
Moggi ha condizionato anni e anni di campionati? Una tesi che potrebbe essere plausibile qualora questo, sia avvenuto anche ai danni della stessa Juventus. Diversamente, come spiegare i quattro anni consecutivi di digiuno di vittorie nel campionato 1998 – 2001, le vittorie di Roma, Lazio e Milan? E se fosse vero che Moggi condizionasse i campionati prima e dopo Bergamo e Pairetto, come mai nessun’altro arbitro e designatore è stato chiamato alla sbarra?
Incomprensibile è anche l’euforia mostrata dai vari Sconcerti, Palombo, Ferrajolo e opinionisti vari. In appello, le difese potranno portare le nuove intercettazioni fin qui uscite e le altre che verranno scovate, come elementi nuovi utili a fornire un quadro diverso della situazione. Questo vuol dire che come minimo, assisteremo per un altro paio di anni come minimo, alla pubblicazione e allo sputtanamento di tutti quelli che l’hanno fatta franca.
La battaglia della Juventus.
Detto e ridetto che non condivido il buttare a mare Moggi da parte della Juventus, va sottolineato come la società persegua una linea che sul piano formale, la sentenza di Napoli non può far altro che rafforzare e che l’appello di Giraudo qualora, non dovesse andare a buon fine, non scalfirà di niente. La Juventus chiede parità di trattamento. La sentenza di Napoli non porta fieno alla richiesta degli scudi ma porta materiale eccome alla richiesta di risarcimento danni per disparità di trattamento da parte della Figc.
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lunedì, 07 novembre 2011
Sentenza Moggi Processo Napoli Calciopoli
La sentenza su Moggi al processo di Napoli su Calciopoli, potrebbe arrivare già nella giornata di martedì 8 novembre. L’udienza prevede l’intervento conclusivo di Trofino per Moggi, le repliche di Capuano e l’intervento di alcune parti civili. Trofino potrebbe richiedere l’attenzione della Casoria e della Corte sulle ultime clamorose intercettazioni scovate dal consulente Penta. La sentenza su Calciopoli, rispettando il tempo delle parti iscritte a parlare, potrebbe arrivare anche in serata. Ulteriori slittamenti, visto il contenuto delle inedite intercettazioni, farebbero solo la felicità degli avvocati di Moggi.
ULTIM'ORA:
"Luciano Moggi è stato condannato a 5 anni e 4 mesi dai giudici di Napoli, nell'ambito del processo penale di Calciopoli. Il pm per l'ex direttore generale della Juventus aveva chiesto 5 anni e 8 mesi.
Gli ex designatori arbitrali, Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, sono stati invece condannati rispettivamente a 3 anni e otto mesi e un anno e 4 mesi. Lo ha stabilito il Tribunale di Napoli nell'ambito del processo penale di primo grado a Calciopoli."
Non dimentichiamo che non è raro che le sentenze di Primo Grado, il più delle volte, tendono a non smontare il lavoro dei Pm. Aspettiamo le motivazioni, poi ci sarà sicuramente l'appello. Intanto, la Juventus e' stata tenuta fuori da ogni sorta di richiesta di risarcimento danni. Anche questa, è una cosa da valutare attentamente una volta lette le motivazioni della Corte.
AUDIO TELEFONATA MOGGI-DELLA VALLE AURICCHIO NON LA TRASCRIVE TUTTA
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