domenica, 10 luglio 2011

Inter a Pinzolo appare...Facchetti

Facchetti in gigantografia a Pinzolo. Lo squallore e l'opportunismo vanno spesso a bracceto, nel caso della seconda squadra di Milano, stanno diventanto le uniche peculiarità da presentare al mondo intero. A neanche una settimana dalla relazione di Palazzi che, in relazione alle nuove intercettazioni emerse a Napoli nel processo Calciopoli, ha messo all'indice Facchetti, Moratti e l'Inter per comportamenti da Art. 6 del CGS, illecito sportivo diretto, appare agli occhi dei tanti devoti del santissimo benzinaro, in quel di Pinzolo, una gigantografia Giacinto Facchetti.

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Proviamo vergogna noi, juventini, per l'uso strumentale e opportunistico che, l'Inter nelle persone dei suoi massimi dirigenti, sta facendo della figura dello scomparso Facchetti. Dopo due giorni di dichiarazioni di fuoco, Moratti ha capito quale è l'onda da cavalcare, la stessa che cavalcò nei giorni della scomparsa di Facchetti: l'onda della santificazione dell'ex presidente, santificazione a prescindere. Riempire pagine di giornali e servizi tv con il 'sorriso tenero di Facchetti', è la strategia per mettere pressione ad un Consiglio Federale, già in difficoltà di suo, per i troppi interessi e intrecci che in federazione fanno il paio con i colori nerazzurri. Una Federazione che dovesse revocare uno Scudetto peraltro mai certificato da alcun documento oltre a non esseremai stato vinto sul campo, sarebbe una Federazione che darebbe, secondo Moratti, del disonesto a Giacinto Facchetti, al 'sorriso tenero di Giacinto Facchetti'. Una Federazione priva di umanità, contro un'icona dell'onestà. Moratti baluardo e strenuo difensore dell'onestà di Facchetti. Se non è comicità questa... 

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mercoledì, 06 luglio 2011

Revoca scudetto 2006 Abete e i conigli bagnati

Cinque anni fa, al termine di un processo sommario, in cui alle parti, per ordine di Guido Rossi fu tolto un grado di giudizio e fu impedito di portare prove a discarico, lo scudetto del 2006, di un campionato non sottoposto ad alcuna indagine, venne assegnato all’Inter. Ripetiamolo ancora una volta: stiamo parlando di un Campionato non attenzionato da nessun organo inquirente e quindi, fino a prova contraria, assolutamente regolare. La Juventus vinse quel torneo fin troppo facilmente e senza le solite polemiche intorno all’operato della classe arbitrale. 91 punti in classifica, una superiorità mostruosa. Seconda classificata il Milan, terza ad anni luce, l’Inter con 76 punti. Guido Rossi, commissario straordinario della Figc, dopo la farsa riguardo il parere dei saggi, decise che il titolo di campione d’Italia dovesse andare a chi quel titolo non meritava assolutamente, l’Inter: terza classificata di un campionato regolarissimo. Oggi, dopo la pesantissima e tombale relazione del Procuratore Palazzi, la Figc nelle persone dei consiglieri rappresentanti, sembra volersi chiamare fuori, assumere una decisione pilatesca, lasciare le cose come stanno per difetto di competenza. Da una parte si creano norme ad hoc per radiare Moggi colpevole di una serie di art. 1 (lealtà), dall’altra, si cercano norme ad hoc per lasciare indenni Moratti e Facchetti accusati di aver più volte violato l’art. 6 (illecito sportivo). Perseverare è diabolico… 

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martedì, 05 luglio 2011

Facchetti scudo di Moratti

Cosa farà Moratti da qui al 18 luglio per cercare di portare fuori dalla melma l’Inter? Domanda retorica perché il sedicente onestone del pallone, ha già fatto emergere la sua linea di difesa. Difesa che passerà, c’è da giurarci, per la santificazione di Facchetti. Il benzinaro d’altra parte, cos’altro potrebbe inventarsi? Le telefonate ci sono, i comportamenti di Facchetti ma anche dello stesso Moratti, erano di una gravità che, come più volte avevamo affermato, Moggi a confronto era una verginella. E ciò che è emerso, è solo un riflesso perché i dirigenti nerazzurri a differenza di Moggi, non furono ‘attenzionati’ dagli amici Narducci e Beatrice. A conferma della gravità dei fatti addebitati a Facchetti, Moratti e l’Inter, Palazzi indica una serie di illeciti diretti, illeciti da Art. 6, reati sportivi da retrocessione certa, mentre per Moggi, Sandulli e company, si inventarono l’illecito strutturale, reato inesistente nel CdS , come somma di una serie di Art. 1. E’ già iniziato il tam tam mediatico dei distinguo tra Facchetti e Moggi. Distinguo che non si gioca sui reati commessi ma sulla disamina della persona in quanto tale. Facchetti in nome di una supposta correttezza, peraltro smentita dai fatti, dovrebbe godere oggi di sorta di immunità postuma. Moggi ha più volte detto di rinunciare ad una eventuale sopraggiunta prescrizione, vediamo se il piccolo benzinaro, ha gli attributi per fare lo stesso oppure preferisce farsi scudo tirando in ballo chi non c'è più.     

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