martedì, 27 dicembre 2011
Calciomercato Juventus da Borriello a Krasic
Il Calciomercato della Juventus si concentra in queste ore sulle notizie che riguardano il possibile arrivo di Borriello e l’altrettanto probabile addio di Milos Krasic. Date per scontate le partenze di Amauri e Iaquinta, sul piede di partenza anche Luca Toni, Marotta ha puntato Borriello quale attaccante utile alla causa bianconera. Lasciando da parte vecchie antipatie, dovute più che altro al mancato arrivo di due stagioni fa, Borriello è un giocatore che potrebbe rivelarsi estremamente utile per il tipo di gioco di Conte. L’operazione si dovrebbe concludere entro due giorni. Alla Roma un milione di euro per il prestito secco mentre la Juve potrà vantare il diritto di riscatto per una cifra che si aggira intorno agli otto milioni di euro.
Su Krasic c’è forte l’interessamento del Chelsea di Villas Boas. I Blues vogliono il veloce laterale che nella prima stagione in Italia, aveva sbalordito un po’ tutti per la grande velocità e facilità nel saltare l’uomo. Purtroppo di quel Krasic, si sono perse le tracce e la cessione sembra davvero essere la soluzione migliore per tutti.
Il calciomercato della Juventus, registra la lunga trattativa per riportare a Torino il laterale Martin Caceres mentre per il vice Pirlo, Angelo Palombo, Marotta non avrebbe intenzione di alimentare aste al rialzo con Fiorentina, Roma e i prescritti di Milano.
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domenica, 25 dicembre 2011
Calciopoli, profezia Maya e la farsa infinita
Di calciopoli, da cinque anni a questa parte, conosciamo gran parte delle storture, le incongruenze sono state oggetto di vivace dibattimento perfino in Camera di Consiglio al Tribunale di Napoli dove, tra la Casoria e le giudici a latere, pare vi fosse un’importante diversa opinione sulle decisioni da assumere in merito alla sentenza da emettere a carico degli imputati. Le motivazioni, non lontano oramai dall’essere pubblicate, ci diranno di più.
Intanto il pentito ha parlato. Non è un personaggio anonimo in quanto chi lo ha intervistato ne conosce nome e cognome. Le rivelazioni non fanno altro che confermare quanto già noto: calciopoli ha perseguito alcuni, tenendo altri, non meno colpevoli, al di fuori dell’inchiesta giudiziaria. Auricchio si è affrettato a dichiarare che le cose sono già note in quanto oggetto di discussione in fase dibattimentale al processo di Napoli. Ha ragione. A Napoli, durante il Processo Calciopoli, la prova che a qualcuno sia stato permesso di farla franca, è emersa in tutta la sua chiarezza. Ai prescritti nerazzurri fischiano ancora le orecchie.
Della Valle denuncia Guido Rossi, Moggi a breve farà un esposto per denunciare l’occultamento e la riproduzione parziale di alcune telefonate da parte di Auricchio, ritenute basilari per portare un elemento di verità, una certezza in mezzo a tante supposizioni. Andrea Agnelli, si gode il buon campionato della Juventus ma non ha intenzione di arretrare di un millimetro dalle posizioni assunte in merito alla disparità di trattamento.
Calciopoli, ha sete di vera giustizia. Sapere che l’assassino è ancora sulla scena del crimine, che di professione fa l’intervistato da Skysport 24, che alla bisogna srotola l’effige del morto per suscitare compassione e benevolenza altrui, fa capire che la farsa, fintanto che il criminale sportivo non verrà giudicato né più né meno come gli altri, sopravvivrà ben oltre il 21 dicembre 2012, Maya permettendo…
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giovedì, 22 dicembre 2011
Juventus prima, Conte da applausi
Juventus prima anche dopo la difficile trasferta sul proibitivo campo dell’Udinese. I bianconeri, giocano una gara attenta e autoritaria nel primo tempo, lasciando la ripresa ad un equilibrio che i valori in campo non potevano spostare poi di molto. Gran campionato quello dell’Udinese, altrettanta bella questa parte di stagione della Juventus. Primi alla sosta di Natale. Pochi ci credevano, moltissimi erano quelli che recriminavano il mancato arrivo del ‘top player’ da 40 milioni stile mani bucate Moratti.
Conte, il vero trascinatore di questa Juventus, mantiene un basso profilo e fa benissimo. Essere in testa a questo punto può significare tanto e niente allo stesso tempo. La personalità, il gioco e la voglia di stare lassù a dispetto di tutti, sono invece segnali che fanno ben sperare per il futuro. A Udine, l’allenatore bianconero dimostra ancora una volta tutta la sua preparazione, la sua competenza e la capacità di stimolare i suoi uomini toccando le giuste corde.
Nel recente passato, i vari Ranieri, Ferrara, Del Neri, avevano a più riprese mostrato presunzione nel voler imporre il proprio gioco su ogni campo e contro ogni avversario semplicemente perché, la Juventus secondo loro, non avrebbe dovuto aver paura di nessuno. Adottando questo atteggiamento, senza poter contare su un gioco e un gruppo collaudato, sono andati incontro a figuracce che tutti abbiamo ancora ben vive in mente.
Conte no. L’allenatore bianconero parte dal presupposto che la sua squadra deve di volta in volta, confermare di essere forte e di crescere costantemente. Conte studia gli avversari e sistema la Juventus cercando di vincere sempre la partita. Atteggiamento e peculiarità di base, sono sempre le stesse. I risultati, pur non avendo la migliore rosa a disposizione, danno ragione alla Juventus e questo, nonostante le cassandre di turno, aumenta a dismisura i meriti dell’allenatore bianconero.
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