Inter su Giovinco scorretta, bella scoperta!

Marotta si è infastidito per l’intromissione dell’Inter nell’affare Giovinco. L’Inter, attraverso un sondaggio effettuato su Giovinco, pare, confermato anche da Ausilio, avrebbe violato il regolamento in quanto il giocatore è in compartecipazione tra Juventus e Parma. Vero o non vero, fatto è che, improvvisamente, Leonardi, il Ds del Parma, è diventato un leone e ha fatto la voce grossa sbattendo sul tavolo la quotazione pari a 30 milioni per il  piccolo talentuoso giocatore.

30 milioni che diventano 15 per la metà di Giovinco. Ora, se Juventus e Parma non dovessero trovare un accordo prima del 22 giugno, giorno di chiusura delle compartecipazioni, si andrà alle buste e qui, se il Parma dovesse dar seguito…

alla sua valutazione, non dovrebbe metter dentro una cifra inferiore ai 15 e qualcosa di milioni. Ghirardi spenderebbe quindi, per accaparrarsi Giovinco, più di 15 milioni senza aver la certezza di poterlo rivendere ad almeno 25? Sembra decisamente improbabile, in questo contesto storico poi.

Se il Parma, dovesse mettere in busta quella cifra, è perché quei soldi arriverebbero da qualche altra parte e bene ha fatto Marotta a rimarcare la violazione del regolamento da parte dei prescritti. Inter che, lo ricordiamo, già fu punita, con la solita pena irrisoria, per i trasferimenti di Milito e Thiago Motta, trattati direttamente con l’allora inibito presidente Preziosi. I prescritti sono da sempre a corto di idee sul mercato. Spiavano Moggi per arrivare prima sui giocatori che il Direttore aveva messo nel mirino. Hanno cercato a più riprese di mettere insieme una parvenza di squadra, acquistando giocatori e non solo, affermatisi con la maglia bianconera: Lippi, Peruzzi, Jugovic, Vieri, Paulo Sousa, Baggio, Viera, Ibrahimovic, per citarne alcuni.

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Adesso, sono evidentemente alla frutta con una squadra vecchia, giocatori stremati che nessun top-team è disposto ad acquistare per più di quattro danari e giocatori di talento che non vogliono finire in una squadra a fine ciclo e fuori dal calcio che conta. È la solita storia, la storia dell’Inter.

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